Il mio barbiere

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Revisione 20:02, 19 Lug 2010

IL MIO BARBIERE

Città del Sole, 27.6.2002

È sera. All’improvviso mi trovo a Salitto, ma non ricordo bene se sono solo di passaggio e neppure so se sono nel presente o nel passato. Probabilmente sono nel presente e mi trovo ad Olevano sul Tusciano per qualche giorno di vacanza. Dunque … sono a Salitto, sulla strada poco prima di arrivare alla chiesa di Santa Lucia, proprio dove un tempo si fermavano gli autobus e facevano manovra, dove c’è una fontana.
Sono con il mio amico Claudio … Il fatto, in sé, è abbastanza strano, perché non ricordo di essere mai uscito a passeggio con lui, neppure quando eravamo compagni di scuola delle elementari. Ad un tratto vedo Peppe, il mio barbiere, che sta abbassando la saracinesca del suo salone che stava un poco più sopra di dove ora ha il salone Valentino.

Io vorrei salutarlo perché, nonostante la differenza di età, ci lega una lunga amicizia, una immensa stima e, perché no?, una grande simpatia. Mi rendo subito conto, però, che la persona che sta abbassando la saracinesca non è Peppe, bensì un altro uomo: si tratta di un suo operaio, non di un apprendista (come sarebbe piaciuto ancora a lui di averne), ma di un operaio. Vado più avanti e giungo proprio dove ultimamente aveva il salone. Lì vedo Peppe steso per terra, nella cunetta, un po’ più avanti della porta del suo salone, quasi sotto i gradini della sua casa. Lo saluto (allora posso dire che ero a Olevano di passaggio).

Egli mi guarda e mi sorride come per dirmi: “Grazie del saluto, ma io non ti conosco o, almeno, non ti ho riconosciuto. Non so chi sei”!

Prima che io possa parlare, però, egli finalmente mi riconosce e mi sorride di nuovo, con un debole sorriso, espressione di una stanchezza inenarrabile, la stanchezza di chi vorrebbe dormire tanto ed al quale gli pesa anche il parlare. Ed infatti con voce fioca e spossata, indicando Claudio, mi fa:
- E questo chi è? Il tuo masto?
- Come, non lo conosci? – faccio io, stupito ed anche un po’ deluso per il fatto che il mio amico non si ricordi più di me, di cosa faccio e di dove vivo – È il figlio di …. il padre si chiamava …
- Non me lo ricordo! Sai, questa gente che non è di qua.

Mi sono svegliato!

È del Tuscio

thumb_Anonimo_olevanese.jpg Anonimo Olevanese da piccolo osserva il mondo


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