Vita politica etrusca

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VITA POLITICA ETRUSCA

di

Stefano C(*)

Le città-stato dell’Etruria erano sovrane e indipendenti, ma tutte insieme si riconoscevano in una superiore comunità etnico religiosa ed erano riunite in una istituzione di tipo confederale che comunemente chiamavano “lega”.
I rappresentanti delle città, costituita dal monarca, da un littore e da altri personaggi che davano vita a spettacoli, feste e giochi, si riunivano periodicamente nel santuario di Voltumna a Volsinii per discutere i problemi comuni, politici e militari, della nazione etrusca. Le consultazioni erano dirette da un "re" comune eletto tra i reggenti delle città.


OMISSIS

Gli etruschi esportavano principalmente metalli grezzi (rame, piombo e ferro) estratti in gran quantità dalle miniere dell’alto Lazio e dell’Isola d’Elba. Altri beni di esportazione furono il legname, il sale prodotto nei centri costieri del Tirreno, l’olio e soprattutto il vino. Una gran quantità di anfore vinarie è stata, infatti, recuperata in numerosi relitti di navi. Al commercio del vino era in parte legato anche quello del bucchero, piccoli recipienti di tipica fattura etrusca adoperati per attingere o bere, rinvenuti in tutto il bacino del Mediterraneo. Con la battaglia di Cuma (474 a.C.) gli etruschi sconfitti dai siracusani persero definitivamente il controllo del Tirreno, ma alla crisi dei commerci marittimi corrispose un incremento dei traffici lungo le vie dell’interno, con il susseguente affermarsi di alcune città che, come Vulci, esportarono i loro prodotti verso la pianura padana, l’Europa centrale e gli altri centri dell’Etruria antica.


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